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Il finale di una Cuvée

Oggi è lo Champagne Day!

Una degustazione dei vini di Champagne è un momento di grande piacere, spesso un momento di celebrazione o festa, come oggi, e non abbiamo probabilmente desiderio di imporci delle regole di analisi.

Ma per celebrare e apprezzare lo Champagne con maggiore finezza di analisi e saperlo abbinare, uscendo dall’ovvietà dell’aperitivo, ci sono alcune regole da seguire.

Come abbiamo detto in altre occasioni, una degustazione di Champagne si suddivide in varie tappe, legate ai sensi.

Il Finale : 

Dopo l’esame visivo, olfattivo e la degustazione, eccoci al momento del finale, importante quanto quello della degustazione per giudicare e qualificare ancora meglio il vino. Perché?

A questo punto il palato è "liberato" dall'alcol e dall'effervescenza e può analizzare con calma la viscosità, il sapore, la consistenza e la persistenza, parametri importanti per poter apprezzare il vino in modo ancora più preciso e deciderne gli abbinamenti più appropriati

I vini della Champagne si distinguono infatti anche per l'intensità e la persistenza degli aromi. Acidità, zuccheri legati al dosaggio, invecchiamento, sapidità sono tutti esaltatori di aromi che contribuiscono alla persistenza aromatica.

Come analizzarla : 

La persistenza o lunghezza aromatica viene analizzata nel tempo, una volta deglutito il vino. La persistenza degli aromi viene quindi misurata in secondi e quando l’intensità tende a svanire, smettiamo di contare. È quella che gli specialisti chiamano PAI (Intense Aromatic Persistence).

I vini possono essere giudicati “evanescenti” fino a tre secondi di persistenza, “abbastanza lunghi” da tre a cinque secondi, “lunghi” da cinque a otto secondi, “molto lunghi” da otto a dodici secondi e “rimanenti” oltre i dodici secondi.

Il metodo consiste quindi, se il vino Champagne è persistente, nell'associarlo ad un piatto che è lui stesso persistente. Se il piatto non lo è, il trucco è quello di accompagnare il piatto con una salsa (spesso ridotta, montata o meno) o anche delle spezie in modo che la sua intensità aromatica possa competere con quella del vino. È vero anche il contrario; un piatto persistente tenderà a travolgere un vino di Champagne evanescente e nel migliore dei casi limiterà l'alleanza ad un semplice rispetto reciproco. Questo piatto richiederà invece un vino Champagne persistente (Millésime, Grande Cuvée ...).

Senza rispettare questa regola, rischiamo di "accorciare" e quindi impoverire i nostri Champagne o i nostri piatti.

Per facilitare la vostra degustazione, e rispondere alle vostre domande, troverete sempre una scheda di degustazione per ogni Cuvée Fier Ce Fît.

Allora, cosa aspettiamo?

Celebriamo degnamente lo Champagne Day!

Cin cin et à votre santé!

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