I Nature - Capitolo 1

18 giugno 2019

I Nature, ecco una delle mie grandi passioni!
Mi sono innamorata dei Nature tanti anni fa, quando lo Champagne era lo charme elegante che accompagnava le serate importanti alle quali ho avuto occasione di essere invitata e non ancora la mia entusiasmante attività.
Ero a una grande serata a Tours sur Marne alla quale fu appunto servita all’aperitivo una Cuvée Extra Brut: la trovai deliziosa e mi incuriosì.
Cominciai da allora a privilegiare le Cuvées poco dosate trovandole più gustose e veritiere.
Oggi so perché e per questo le Cuvées che propongo seguono questa filosofia.

Ma lo Champagne non è così da sempre.
I vini di Champagne sono sempre stati più o meno dolci, da Brut a Sec, a Demi-sec, o anche Doux.
Sino al 1850, lo Champagne è servito con il dessert perché è consuetudine finire il pasto con una nota dolce, accompagnata quindi da un vino dolce!
La Francia, prima della seconda guerra mondiale consumava per lo più del Demi-sec o Doux.
Il 1° Champagne Brut è commercializzato nel 1876.
Lo zucchero a quest’epoca apporta non solo dolcezza e piacere alle papille, ma consente di arrotondare e addolcire vendemmie acide e di mascherare i difetti di alcuni vini.
Con l'evoluzione delle tecniche di vinificazione e la modifica dei metodi di lavoro dei viticoltori, le vendemmie sono sempre più monitorate, il solo elemento imprevisibile rimane quello meteorologico.
Con un circuito di vendemmia ponderato e paziente, certe parcelle possono offrire l'opportunità di elaborare Champagne poco dosati, o non dosati del tutto.
Nasce così il Brut Nature.

Dagli anni ’80, con l'arrivo della “nouvelle cuisine”, i piatti si trasformano, diventano più leggeri, meno grassi, con meno artifici, concentrandosi sulla materia prima, sul prodotto grezzo.
Lo Champagne segue la stessa via: si sveste, si mette a nudo, e l’elaborazione di vini non dosati permette di esaltare il terroir e la sua tipicità.
La bella materia, fonte inesauribile di aromi e sapori, permette gli abbinamenti gastronomici più gustosi e sorprendenti.
Lo Champagne non è più “aperitivo” ma tutto pasto!

Attenzione però, il vino è nudo, senza artifici, deve quindi essere perfetto già di suo.
Come amo ripetere “una Top Model, una bellissima donna, bella anche senza trucco, Maquillage Zéro.”

Un vigneron, degno di questo nome, non si sveglia un bel mattino e decide che una delle sue Cuvées potrà essere un Brut Nature!
Un Brut Nature “nasce” prima della vendemmia, non dopo…
Un'annata a bassa maturazione, troppa acidità, troppa amarezza, possono portare a dei disastri e dare al consumatore la falsa idea che lo Champagne dosato sia il migliore.
Ancora oggi sono pochi i vignerons che osano questo dosaggio o, per meglio dire, non dosaggio,
figuriamoci poi con degli Chardonnay al 100% e, per di più, della Côte des Blancs!!!

Se vi chiedete perché, appuntamento alla prossima puntata…


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